IL VOLONTARIATO GIOVANE DI PORTA APERTA CARPI

Giovani, volontariato e impegno: quando scegliere di esserci fa la differenza
Cosa spinge una ragazza giovane a dedicare parte del proprio tempo agli altri? Quali incontri, esperienze o motivazioni la portano a varcare la porta di un emporio solidale e a scegliere di mettersi in gioco?
Il volontariato tra i giovani è fatto di tante storie diverse: c’è chi arriva quasi per caso, chi cerca un’esperienza nuova, chi desidera sentirsi utile e chi scopre, proprio attraverso il volontariato, una realtà che non conosceva. Ma c’è un elemento che accomuna tutte queste esperienze: la scelta di dedicare tempo ed energie alla propria comunità, imparando al tempo stesso qualcosa dagli altri.
Anche a Cibúm, il nostro emporio solidale, ci sono sono giovani e giovanissimi volontari a contribuire ogni giorno alla vita della bottega. Tra scaffali da sistemare, persone da accogliere, attività da organizzare e momenti condivisi, il volontariato diventa un’occasione concreta di incontro e partecipazione.
Per raccontare cosa significhi davvero essere giovani e volontari, abbiamo scelto di lasciare la parola a due giovanissime volontarie di Cibúm. Le loro esperienze, diverse ma entrambe nate dalla voglia di mettersi in gioco, ci aiutano a guardare il volontariato con gli occhi di chi lo sta vivendo in prima persona.
Perché, a volte, per raccontare il valore del volontariato non servono grandi definizioni. Basta ascoltare chi ha scelto di esserci.
ALESSIA: ho 15 anni, frequento il Convitto Nazionale Statale Corso di Correggio, e da circa un anno presto volontariato presso Cibúm, per la maggior parte durante il periodo estivo e in corrispondenza delle festività.
In casa mia c’è sempre stata attenzione nei confronti di chi si trova in difficoltà, mia madre alcuni anni fa ha coinvolto me e i miei fratelli in esperienze presso parrocchie e centri di accoglienza.
Il suo obiettivo era quello di farci capire che quello che abbiamo non è dovuto e non è scontato, e che tantissime altre persone non lo avranno probabilmente mai.
Attraverso l’informazione dei media avevo ben presente come il problema della povertà sia in crescita preoccupante ma non mi aspettavo che in una città come Carpi fossero così tante le famiglie in difficoltà.
L’esperienza di volontariato mi sta arricchendo molto, mi rendo conto di essere più matura nell’affrontare le cose e di avere sviluppato un’empatia maggiore nei confronti di chi ha bisogno di aiuto.
La consapevolezza che il mio tempo è utile a qualcuno e non è sprecato in attività poco proficue mi rende molto soddisfatta. Ora posso, con orgoglio, consigliare le mie amiche di provare questa esperienza arricchente e accrescitiva.
VIRGINIA: ho appena compiuto 19 anni, lo scorso anno doveva essere il mio ultimo anno di superiori ma mi sono trovata a vivere un momento molto difficile, che mi ha allontanata dalle quotidianità.
Dopo aver dovuto scartare altri tipi di attività, che non mi davano la tranquillità che stavo cercando, ho conosciuto la realtà di Cibúm in quanto abito molto vicina.
Devo dire che, per conoscenze dirette, sapevo che a Carpi esistono molte famiglie in stato di povertà, ma entrare in contatto con i numeri di questa realtà mi ha chiarito che la situazione attuale è davvero molto preoccupante.
Fin dall’inizio mi sono sentita accolta e benvoluta, e questo mi ha ridato fiducia negli adulti, quella fiducia che avevo un po’ perso.
Qui a Cibúm mi sento parte di un team, di una squadra che pensa agli altri e alle loro necessità, e per quanto alla fine di un turno mi senta stanca sono sempre molto soddisfatta di quello che ho realizzato: il mio tempo ora è diventato importante, per me e per gli altri.
Considero questa esperienza molto formativa, mi fa stare bene e mi fa pensare che il futuro di chi è in difficoltà è anche nelle nostre mani, non dobbiamo scordarlo mai.
Grazie, quindi, per l’impegno che le nostre giovani e preziose Alessia e Virginia stanno mettendo nel loro servizio presso la nostra Associazione.
M.M.

