LAVORARE NON BASTA PIU’ PER ESSERE AL RIPARO DALLA POVERTA’

Working poor: quando avere un lavoro non basta per vivere senza povertà
Porta Aperta Carpi, con il suo Centro di Ascolto, accoglie persone e famiglie che attraversano momenti di difficoltà, offrendo ascolto, orientamento, accompagnamento, aiuti economici, materiale scolastico, farmaci da banco e soluzioni abitative in casi emergenziali. Attraverso l’Emporio Solidale Cibúm, inoltre, sta sostenendo a livello alimentare oltre 500 famiglie per più di 1.500 persone.
Dietro questi numeri ci sono storie diverse, bisogni diversi e, sempre più spesso, situazioni in cui il lavoro da solo non riesce a garantire la serenità economica necessaria.
Nei nostri incontri quotidiani al centro di ascolto abbiamo registrato in questi anni un progressivo aumento, in percentuale, di famiglie che si rivolgono a noi per ricevere aiuto, malgrado sia presente nel nucleo almeno un componente che lavora.
Avere un lavoro significava, fino a poco tempo fa, poter contare su una certa sicurezza economica, mentre oggi non è sempre così.
Sempre più persone lavorano e allo stesso tempo fanno fatica a sostenere le spese quotidiane.
Sono i working poor, i lavoratori poveri: persone che hanno sì un’occupazione ma il cui reddito non è sufficiente a garantire condizioni di vita dignitose.
Come si diventa working poor?
La povertà lavorativa può avere diverse cause:
Contrazione dei salari reali: secondo i dati congiunti OCSE ed Eurostat, l’Italia ha sofferto un forte crollo del potere d’acquisto dei salari negli ultimi anni, non compensato adeguatamente dai rinnovi contrattuali.
Lavoro part-time involontario: in Italia la quota di persone che lavorano a tempo parziale perché costrette dal datore di lavoro -e non per scelta- è tra le più alte d’Europa.
Periodi di disoccupazione alternati a periodi lavorativi, ovvero discontinuità lavorativa: una forte diffusione di contratti a termine stagionali o a brevissimo termine riduce l’intensità lavorativa annua delle famiglie.
A queste condizioni si aggiungono il costo della casa, delle bollette, dei trasporti e della spesa alimentare in continuo rialzo.
Il risultato è una situazione sempre più difficile da sostenere: lavorare non significa più essere al riparo dalla povertà.
Il fenomeno riguarda spesso anche famiglie in cui entrano uno o più stipendi, ma le risorse disponibili non bastano a coprire tutte le necessità.
Un imprevisto, una spesa medica o una bolletta più alta del previsto possono così trasformarsi in un problema serio e un concreto rischio di indebitamento.
La povertà cambia volto.
La realtà dei working poor ci invita a superare l’immagine tradizionale della persona povera come necessariamente priva di lavoro. Oggi la fragilità economica può riguardare anche chi lavora ogni giorno.
È una povertà che spesso rimane invisibile: si cerca di andare avanti, di non chiedere aiuto, di rinunciare a qualcosa. Ma quando le rinunce diventano quotidiane, anche una situazione lavorativa apparentemente stabile può nascondere una profonda vulnerabilità.
L’Italia, purtroppo, registra un tasso di working poor stabilmente superiore rispetto alla media dell’Unione Europea, posizionandosi tra i paesi della zona euro con le maggiori criticità legate al fenomeno della povertà lavorativa.
Attualmente, in Europa, il tasso di povertà lavorativa si attesta all’8,2% dei lavoratori complessivi, mentre in Italia oscilla stabilmente oltre il 10% (con rilevazioni che toccano il 10,2% – 11,5% –dati OCSE – Istat-).
Anche a Carpi il fenomeno ci interroga, ed è proprio nell’incontro quotidiano con le persone che questa realtà ci si rivela più concreta.
Contrastare la povertà significa costruire una rete
Di fronte alla crescita della povertà lavorativa, il contrasto alla povertà non può limitarsi all’emergenza. Serve una rete capace di intercettare le fragilità, sostenere le famiglie e accompagnarle verso una maggiore autonomia.
Il volontariato può svolgere un ruolo importante proprio in questa rete: ascoltare, accogliere, offrire un aiuto concreto e, soprattutto, ricordare a chi attraversa una difficoltà che non è solo.
Perché la povertà può assumere forme nuove e riguardare persone che non avremmo mai immaginato.
Prestiamo la nostra massima attenzione, perché riconoscerla è il primo passo per poterla contrastare.
Per questo Porta Aperta Carpi è ogni giorno al fianco di chi vive una situazione di difficoltà, perché nessuno debba affrontare da solo il peso della povertà.
M.M.

